Il turismo in Piemonte e a Torino: situazione degli occupati nel settore, la spesa turistica e le ricadute sull’economia regionale

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OCCUPATI nel settore turistico in Piemonte

Dal 2000 l’occupazione è caratterizzata da un andamento che è simile nei differenti territori ed agglomerazioni presi in analisi a seguito delle dinamiche economiche, politiche e sociali che hanno caratterizzato questo periodo. Se nell’Unione Europea, in Italia, nel Nord-Ovest ed in Piemonte l’occupazione negli ultimi 16 anni è cresciuta, complessivamente, dell’8%, il Comune di Torino ha registrato un incremento degli occupati in tutti i settori economici del 5%.

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Figura 1: Eurostat, Employment by NUTS 3 regions, 2018.

I dati considerati nella ricerca sono forniti, resi noti dall’Istat che, costantemente, registra e monitora i principali macro-settori economici per analizzarne l’evoluzione nel corso del tempo. In particolare, la serie storica riportata nella Figura 2 prende in considerazione il settore dei Servizi nel suo macro raggruppamento che prende il nome di Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli, trasporto e magazzinaggio, servizi di alloggio e di ristorazione. Dalla lettura dei dati emerge che, seppure gli ambiti di attività raggruppati all’interno del settore considerato siano differenti gli uni dagli altri, in percentuale nell’area torinese e piemontese gli occupati stanno crescendo, arrivando ad un +16% negli ultimi 15 anni. Per quanto concerne l’Italia, invece, nello stesso periodo si è assistito ad una crescita del+10%.

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Figura 2: Istat, Occupati, 2017.

Nel proseguire l’analisi, si è, poi, scelto di analizzare la suddivisione del Settore turistico fornita da Eurostat che, a differenza di altri dati, non comprende i comparti ad esso inerenti e collegati quali ad esempio quello degli eventi, delle attrazioni o della comunicazione.

Da una prima elaborazione, emerge che il peso degli occupati italiani nel turismo rapportato al contesto europeo è cresciuto rispetto a quello in altri ambiti. Oltre a ciò, come si evince dalla Figura 2, nel corso degli anni in Europa che il peso dei Settori turistici in termini di occupati sembra essere stabile e, in media, si attesta intorno al 5%. Al contrario, in Italia questa percentuale risulta maggiore ed è progressivamente aumentata fino ad arrivare al 6,7% del 2017.

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Figura 3: Istat, Occupati, 2017.

Un ulteriore confronto tra l’Europa e l’Italia mostra come i comparti del Turismo pesino meno del 10% se considerati rispetto al totale dei settori economici e al netto di tante attività da far rientrare nel Turismo. Tuttavia è bene rimarcare che in Italia il peso degli Occupati in ambito turistico è sopra la media europea, in modo particolare nella ristorazione dove è superiore di quasi 2 punti percentuali.

In seguito, per meglio comprendere le dinamiche in termini di occupazione all’interno dei territori piemontesi e, in particolare, nella Provincia di Torino, si è scelto di analizzare quanto fornito dall’Osservatorio del Lavoro della Regione Piemonte che, tra i differenti macro-raggruppamenti individuati, propone una suddivisione denominata “Alloggi e Ristorazione”. Secondo quanto riportato, in questo specifico settore, nel 2016 sono stati assunti 49.100 lavoratori che equivalgono a circa il 9,5% del totale degli assunti ogni anno in Piemonte. Nel 2017, invece, gli assunti sono aumentati in valore assoluto e sono stati 76.825; di questi l’80% è stato assunto a tempo determinato, mentre il 12% a tempo indeterminato e il restante con contratto di apprendistato. Inoltre, tra gli assunti nel settore, il 57% è rappresentato da donne; è possibile notare un leggero incremento rispetto al dato registrato l’anno precedente, pari al 55%.

Confrontando l’andamento delle assunzioni in Piemonte dal 2008 al 2017, i due settori che hanno registrato una crescita del numero di Assunzioni più significativa sono stati quello dell’Agricoltura e quello di Alloggio e ristorazione con valori rispettivamente del 56,1% e del 48,6%.

Nel Quadrante Metropolitano, nel Settore Alloggi e ristorazione, nel 2017 sono stati assunti 34.818 lavoratori che equivalgono a circa l’11,5% degli assunti; questo dato è maggiore rispetto a circa il 9% registrato a livello regionale. Oltre a ciò, il rapporto tra contratti a tempo determinato e indeterminato mette in evidenza una dinamica opposta a quella regionale: nel caso del quadrante metropolitano il 77% degli assunti hanno avuto un contratto a tempo indeterminato, il 14% a tempo determinato ed il 9% con uno di apprendistato. Di più, sul totale degli assunti nel settore preso in esame nel 2017, il 52% è costituito da donne.

Il confronto tra settori mostra come anche nell‘Area Metropolitana di Torino, seppure il peso percentuale dell’agricoltura sia molto limitato rispetto al totale, nell’ultimo decennio questo settore ha continuato ad aumentare il numero di assunzioni. Al contrario, tutti gli altri comparti hanno riportato un calo che si è arrestato nel 2017, anno che segna una ripresa in tutti i settori. In particolare, per quanto concerne il Comparto Alloggi e Ristorazione se dal 2008 al 2016 vi è stata una crescita del 4,1% del numero di assunzioni, tra il 2016 e il 2017 l’incremento è stato del 37%.

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Figura 4: Osservatorio del Lavoro Regione Piemonte, 2017.

LA SPESA DEI TURISTI nella regione Piemonte e nella città di Torino

Nel considerare la spesa dei turisti si è partiti dall’analizzare i dati dell’Istat concernenti la Spesa per Alberghi e Ristoranti su un determinato territorio economico da parte delle famiglie residenti e non residenti. Rapportando i valori del Piemonte con quelli registrati in Italia, se nel 1995 il contributo della spesa nei territori piemontesi era quantificabile intorno al 6,3% rispetto al totale italiano, nel corso di un ventennio questo valore è cresciuto arrivando a superare i 7 punti percentuali. Oltre a ciò, emerge che dagli anni ’90 ad oggi le famiglie hanno più che duplicato (+ 149%) la loro capacità di spesa in questo particolare settore economico.

Per meglio comprendere le dinamiche di spesa da parte dei turisti nei territori della Regione Piemonte si è scelto di prendere in esame i dati del 2011 elaborati dalla Regione Piemonte e riportati nel documento che analizza l’Impatto Economico, le Ricadute e la Reddittività del Turismo in Piemonte; il campione dei turisti individuati ed intervistati al fine della ricerca si compone di 5.018 unità. Il valore di spesa pro-capite riportato racchiude un insieme Servizi di cui il turista usufruisce quali quelli ricettivi, di ristorazione, di spesa alimentare, dei trasporti in loco, di cultura e leisure o ancora di acquisti quali i prodotti del gusto, dell’artigianato, di design. La Figura 5 riporta la ripartizione della spesa pro-capite dei turisti nelle principali province e aree turistiche piemontesi.

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Figura 5: Regione Piemonte, 2011.

Dall’analisi del rapporto emergono differenze significative rispetto alla spesa media dei turisti in base al territorio che viene preso in considerazione; infatti, mentre in alcune aree quali la Provincia di Novara (Laghi) i turisti sono disposti a spendere mediamente 110€ in altre zone, come ad esempio, quelle delle Montagne Olimpiche, la spesa si attesta intorno ai 48€. Oltre a ciò, se si paragona la stessa città di Torino con i territori appartenenti alla medesima ATL, emerge che la spesa pro-capite nel capoluogo è più che doppia rispetto a quella registrata nell’Alta Val di Susa.

Nel ripartire le principali voci di spesa, un peso importante va attribuito ai Servizi ricettivi (24% del totale) e alla Ristorazione (20% del totale).

Per meglio analizzare gli impatti e le ricadute del turismo nel Comune di Torino, si è, poi, scelto di elaborare i dati contenuti nell’Indagine CST del 2016 elaborata dal Centro Studi Firenze. In generale, il 38,3% della Spesa dei turisti stranieri in Italia viene fatta in vacanze culturali o città d’arte. Di più, i turisti stranieri che scelgono di visitare una destinazione per motivi culturali spendono, in media, ogni giorno il 27% in più rispetto ad altri tipi di vacanza in Italia.

La città di Torino riporta buoni valori di Spesa media rispetto a quelli rilevati nelle provincie della regione ma è ancora distante da quanto registrato nelle principali città italiane quali Milano (153,9€), Venezia (152,6€), Roma (148,6€), Firenze (147,4€), Napoli (125,4€) e Verona (121,6€).

Infine, per valutare l’ammontare destinato dai turisti stranieri per le vacanze sul territorio piemontese si è preso in analisi in rapporto annuale della Banca d’Italia. La Figura 6 riporta l’evoluzione della spesa dei viaggiatori stranieri nelle differenti regioni visitate.

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Figura 6: Banca d’Italia, 2017.

Dall’analisi degli ultimi 20 anni emerge un incremento significativo della spesa in Piemonte; infatti i valori sono più che raddoppiati rispetto a quanto registrato alla fine degli anni ’90 (+120%). Si tratta di un buon dato se paragonato a quello rilevato in Italia o nell’Italia Nord-Occidentale, aree in cui la crescita media della spesa si aggira rispettivamente intorno al 50% e al 90%.

Di più, rapportando la spesa media in Alberghi e Ristoranti degli ultimi 10 anni rispetto alle Presenze di stranieri in Piemonte viene individuato un importo che corrisponde a circa 257€; si tratta di un valore che, nel corso degli anni, è rimasto piuttosto costante e non ha subito forti variazioni.

LA SPESA DEGLI OPERATORI turistici del Piemonte e di Torino

Per quanto concerne la spesa in capo agli operatori turistici piemontesi, è possibile prendere in considerazione la serie storica dell’Istat sugli Investimenti fissi lordi annuali interni, espressi in milioni di Euro, nel settore dei Servizi di Alloggio e Ristorazione.

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Figura 7: Istat, 2017.

Come è possibile notare dalla Figura 7, le aziende, negli ultimi 20 anni, hanno quasi quadruplicato gli investimenti in Piemonte passando dai 69,3 € milioni del 1995 ai 281,6 € del 2015. In virtù del tipo di attività economica presa in considerazione è possibile notare un andamento variabile e periodico di investimenti, legato, indubbiamente, anche alla presenza di incentivi da parte della pubblica amministrazione quali quelli contenuti nella L.R. 21/2006, volti a finanziare “Interventi per lo sviluppo economico post-olimpico”. Questo specifico piano di interventi, denominato “Piemonte… sei a casa”, è stato finalizzato allo sviluppo ed alla riqualificazione dell’offerta turistica del Piemonte negli anni 2009-2010.

Oltre a ciò, per avere un’indicazione dei principali settori di investimento da parte delle strutture ricettive appartenenti all’ATL Turismo Torino e Provincia si è scelto di analizzare le indicazioni riportate nell’indagine sull’andamento della stagione estiva nell’Alta Val di Susa, elaborata dal Centro Studi di Turismok. Il campione di 56 strutture ricettive, alla richiesta di individuare e quantificare la percentuale di investimento fatta, nel corso dell’ultimo anno, rispetto al proprio fatturato annuale, ha indicato quanto riportato nella Figura 8. Emerge, dunque, che gli investimenti più consistenti e strutturati sono stati destinati al finanziamento di ammodernamenti, all’acquisto di nuove attrezzature o al rifacimento di opere strutturali. Oltre a ciò è possibile notare che solo poco più del 30% delle strutture ricettive dell’Alta Val di Susa destinano parte del loro fatturato in investimenti di Marketing e Comunicazione. Inoltre, solamente il 22% degli intervistati ha investito nella digitalizzazione della propria struttura. Infine, è bene rimarcare che quasi il 90% degli intervistati ha dichiarato di non aver investito, nel corso dell’ultimo anno, in Formazione.

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Figura 8: Centro Studi Turismok, 2017.

LE RICADUTE SULL’ECONOMIA del turismo in Piemonte e nella città di Torino

Un’ultima considerazione che è bene fare concerne le ricadute che il settore turistico genera rispetto all’economia nazionale oltre che su quella regionale e locale.

Per poter comprendere ciò è fondamentale inquadrare l’andamento generale dell’economia; infatti, sebbene vi sia stato un complessivo incremento del Pil in tutti i territori presi in analisi; l’Italia, le Regioni del Nord-Ovest ed in particolare il Piemonte con la Città di Torino non hanno seguito il trend europeo e hanno registrato una crescita inferiore di quasi 20 punti percentuali come si evince dalla Figura 9.

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Figura 9: Eurostat, 2017.

Se prima della crisi del 2008/2009 l’andamento del PIL del Piemonte e della Città di Torino risultava piuttosto in linea con quello europeo, italiano e del Nord-Ovest, negli anni a seguire si è manifestato ed acuito un divario a causa dell’incapacità del sistema economico e produttivo italiano di sostenere i ritmi di crescita europei.

Come emerge nel Report del World Travel and Tourism Council del 2017, l’industria turistica italiana ha confermato il suo ruolo fondamentale per l’economia del Paese, in continuità con l’andamento positivo avviato nel 2016 e che, secondo le previsioni, si dovrebbe protrarre anche nel 2018. Il valore di tale settore in termini di contributo totale del turismo al PIL italiano è superiore alla media mondiale ed europea. Infatti, in Italia, l’impatto economico del Turismo è visibile nei 3,4 milioni di posti di lavoro direttamente o indirettamente generati nel 2017, pari al 14,7% dell’occupazione totale del Paese. Le previsioni indicano un incremento del numero degli occupati che dovrebbe crescere dell’1,4% nel 2018 e raggiungere i 4 milioni di lavoratori nel 2028. L’Italia ha registrato il contributo totale al PIL più alto rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea: Germania (10,7%), Regno Unito (10,5%), Svizzera (9,1%) e Francia (8,9%).

A livello globale il Turismo ha contribuito al 10,4% del PIL generando il 9,9% dei posti di lavoro mentre in Europa il Turismo rappresenta il 10,3% del PIL e genera l’11,7% dei posti di lavoro.

Il contributo totale del turismo all’economia italiana nel 2017 è stato di 223,2 miliardi di €, pari al 13% del PIL.

Le elaborazioni e le previsioni sul settore, svolte per l’anno 2018 stimano un ulteriore incremento dell’1,8% rispetto all’anno precedente, portando così il valore economico del settore a 227,3 miliardi di €.