Indagine sugli operatori turistici valdostani per l’Inverno 2016/17

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Il nostro centro studi sul turismo ha recentemente condotto un’indagine rivolta agli operatori turistici della Valle d’Aosta in funzione della stagione invernale 2016/17. Questa analisi vuole fornire al comparto turistico valdostano una serie di spunti di riflessione per comprendere meglio il mercato di riferimento, capire le caratteristiche dell’offerta turistica valdostana e le opportunità che il mercato sta offrendo a coloro che sono impegnati nella gestione di grandi Hotel o piccole strutture, come bed&breakfast e affittacamere in Valle d’Aosta. Di seguito si propongono dunque i risultati di questa indagine.   Le strutture turistiche che hanno voluto dare il proprio contributo sono state 243 (campione pari al 20,6% dell’offerta regionale totale) distribuite in modo proporzionale tra comprensori turistici, tipologie e categorie. In attesa dei dati ufficiali dell’Assessorato al turismo, disponibili tra qualche mese, turismOK ha elaborato le risposte e quanto emerge sembra molto interessante: alcune conferme, ma non mancano sorprese e alcuni campanelli d’allarme.

Andamento inverno 2016/2017

Oltre il 78% degli intervistati conferma che la stagione invernale appena conclusa sia stata positiva, con un 12% di operatori che riferisce di aver avuto risultati migliori delle aspettative.

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Rispetto all’inverno 2015/16, quest’ultimo sembra sia andato particolarmente bene nell’area del Monte Cervino e nel Monte Rosa, mentre si lamentano gli operatori delle aree del Gran San Bernardo e della Valle Centrale. Non si rileva particolare differenza tra operatori del ricettivo alberghiero e di quello extralberghiero, in media equamente soddisfatti. A livello di singoli periodi nel corso della stagione invernale, particolare appagamento per l’andamento turistico si riscontra nel corso delle festività natalizie, mentre un po’ di scontentezza per il mese di marzo. Nel Rapporto del 2016 è stato dedicato un focus alla Coppa del Mondo di Sci svoltasi a La Thuile, quest’inverno tra le manifestazioni analizzate, si presenta la situazione della Fiera di Sant’Orso e del Marché Vert Noël, entrambe riferimento per l’area “pleine”, ma con giudizi differenti da parte degli operatori turistici. Se la Foire è ormai una manifestazione consolidata, con una portata concentrata a livello di date e con un apprezzamento distribuito sul territorio regionale (il 36% del totale); la seconda sembra conquistare sempre più operatori di Aosta e località limitrofe (1/3 dichiara di aver avuto risultati migliori delle aspettative).

 Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Confronto flussi – risultati economici

Al di là delle presenze è opportuno osservare i trend economici legati ai flussi turistici, l’84% degli operatori valdostani riconoscono di aver avuto buone presenze di ospiti, mentre calano (non di molto in realtà) le strutture che dichiarano di avere avuto buoni risultati economici (71%). A livello di territori è il Monte Rosa ad essere il più soddisfatto per le presenze registrate (91% del totale), mentre l’area del Monte Cervino esulta per gli Incassi (87%). Meno soddisfatti gli operatori del Gran San Bernardo per le presenze registrate (64%) e quelli del comprensorio Gran Paradiso per i risultati economici (55%).

 

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Gli esercizi ricettivi alberghieri sembrano, per pochi punti percentuali (88% vs. 79%), maggiormente soddisfatti rispetto alle strutture extralberghiere per i flussi registrati nel corso dell’ultima stagione turistica.

Quale importanza viene data al Marketing

I turisti scelgono di scoprire la nostra regione o ritornano anche grazie alla visibilità che questa ha sul mercato sempre più frammentato e ricco di proposte, si è quindi proceduto ad indagare l’Investimento in comunicazione degli operatori valdostani. Circa il 40% degli operatori dichiara di non destinare alcuna risorsa come budget annuo per la visibilità. Ulteriore elemento di riflessione,confrontato con il 2016, è che nel 2017 gli operatori che investono fino a 2.500 euro passano dal 75% al 82%. Aumentano però, seppur di poco, gli operatori che investono oltre i 20.000 euro (dal 1% al quasi il 3%); il quadro che emerge delle Valle d’Aosta è dunque che mediamente le aziende private stanno diminuendo l’investimento in visibilità, al contrario chi lo fa in maniera importante continua ad aumentare il budget.

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Incrociando l’investimento in visibilità e il giudizio che gli operatori danno alla stagione invernale appena conclusa, emerge che il 100% di chi è insoddisfatto ha investito meno di 2.500 euro annui (in molti casi 0 euro), mentre chi dichiara di essere soddisfatto ha proporzionalmente investito in comunicazione.

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

In Valle d’Aosta circa 1/3 delle strutture dichiara di non investire in marketing(consulenza, strumenti azioni specifiche,..), il restante 65% investe in media 4,4% del proprio fatturato in azioni di marketing, anche se la distribuzione è differente per comprensorio turistico. Nell’area del Gran San Bernardo è quindi necessario destinare – in proporzione – molte più risorse (7,5% del fatturato) rispetto al Monte Cervino o Monte Bianco (è sufficiente il 3,1%). Anche la percentuale di investimento in marketing consente di evidenziare una situazione ben chiara: chi risulta più soddisfatto investe mediamente il 7%, mentre i delusi mediamente investono solamente il 2,3% del proprio fatturato. Un altro elemento fondamentale da studiare per comprendere l’andamento  del turismo valdostano sono i metodi di pricing utilizzati dagli operatori del comparto ricettivo. Nessuna sorpresa nella tariffazione invernale, con distribuzioni percentuali simili all’ultima rilevazione (dell’estate 2016, vedi rapporti sul turismo estivo in Valle d’Aosta), con una forte propensione alla rigidità (63% del totale): 27% prende a riferimento il listino di altre strutture per formulare i propri prezzi, il 33% cerca la copertura dei costi, il 3% si rimette alle richieste degli intermediari (T.O), il restante 37% gestisce i prezzi in funzione della domanda. Quest’ultimo metodo, confermato da altre ricerche condotte su base extraregionale, è quello che genera maggiori ritorni economici e occupazionali e consente un più vicino approccio al revenue management.

Tipologia di ospiti

Per gli esercizi alberghieri il peso percentuale dei gruppi organizzati in inverno è pari al 13%, mentre scende il valore che questi hanno negli esercizi complementari (5%), ma non è l’unica differenza tra le due macro tipologie: mentre nell’alberghiero il 50% sono ospiti abituali e il 37% gli occasionali, negli esserci extralberghieri questa distribuzione è praticamente opposta, questa situazione apre una riflessione sulla scelta degli strumenti di visibilità e di commercializzazione delle singole strutture (molto importante un sito web performante per gli alberghi, mentre fondamentale la scelta e il setup delle corrette OTA per la micro ricettività).

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Oltre al tipo di ospite che si accoglie, è curioso individuare da quale canale di vendita questi prenotino. Circa la metà degli operatori realizza fino al 30% delle proprie vendite grazie a intermediazione on line e il 12% è legato a questo tipo di commercializzazione per oltre l’80% delle proprie vendite. Il focus per tipologia e categoria mostra che nel caso degli Hotel (dove i 2/3 degli operatori vendono meno del 30% sulle OTA) si assiste a comportamenti differenti: le categorie basse non sono ancora caratterizzate da forte intermediazione (tutte meno del 30%), mentre salendo di categoria il legame è sempre più stretto. Per segreto statistico non si riportano i dati degli hotel 5 stelle, ma ad esempio nei 3 stelle si arriva fino al 5% degli operatori con una dipendenza di oltre l’80% del proprio fatturato proveniente da OTA.

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Uno sguardo all’estate 2017

Per quanto concerne i prezzi per la stagione estiva che sta per arrivare,  gli operatori valdostani sembrano preferire la stabilità (71% utilizzerà i prezzi del 2016, l’anno prima erano solo il 66%). Solamente il 15,7% aumenterà le proprie tariffe (nel 2016 era stato il 20%). Ancora poche strutture ricettive (4,8%) utilizzeranno il sistema della tariffazione dinamica (concetti del revenue management), mentre è positivo che si stia allargando la finestra di prenotazione (tempo che intercorre tra momento della prenotazione e arrivo)in effetti fortunatamente solo il 3,5% degli operatori ad aprile non ha ancora scelto le tariffe estive (nel 2016 erano oltre il 5%).

Le principali Innovazioni degli operatori

Sono 4 i principali strumenti informatici che negli ultimi anni contribuiscono in maniera considerevole ad agevolare il lavoro di accoglienza: il PMS, ovvero property management system che supporta la registrazione degli ospiti e tutte le pratiche amministrative, il Channel manager che distribuisce la disponibilità dei posti letto su tutti i canali di vendita in modo automatico, i siti web di nuova generazione e il booking engine, ovvero la maschera di prenotazione diretta presente sul proprio sito web. In Valle d’Aosta sempre più imprese si sono dotate degli strumenti e precisamente circa la metà degli alberghi li possiede tutti, soprattutto i PMS (nel 54% degli intervistati), mentre nel settore extralberghiero queste percentuali si riducono (solo l’11% possiede un Channel manager), tranne per il sito web posseduto da circa il 48% del totale degli operatori extralberghieri. Nel dettaglio per categoria gli albergatori 1 stella si assestano intorno al 20% per ogni strumento, mentre nelle altre categorie mediamente il 60-65% possiede questi strumenti con punte che sfiorano il 100% nel caso dei PMS per gli hotel 3 stelle.

Dati sul turismo invernale in Valle d'Aosta

Solo 2 operatori valdostani su 3 conoscono i  principali indicatori per formulare prezzi legati alla domanda effettiva (Camere invendute, Tariffa media per camera, RevPar giornaliero, Cancellazioni e no show, Rifiuti per tariffa e per occupazione, Finestra e velocità di prenotazione) e ad utilizzarli sono ancora meno: circa il 24% per i primi 2, mentre per tutti gli altri a stento il 10% degli intervistato, rispetto ad altri comprensori turistici questi dati sono molto negativi e per sopperire a questo, l’ADAVA in collaborazione anche con turismOK propone da tempo corsi di formazione gratuiti per i propri associati proprio su queste tematiche. Come emerge dal report cisarebbero tantissime considerazioni da fare, senza essere superficialie rimandando agli articoli che turismOK pubblica sul proprio sito, vogliamo lasciare alcune considerazioni in chiusura. Gli operatori valdostani del ricettivo stanno lavorando bene, ma operano  in un settore che cambia velocemente e quindi dovrebbero dotarsi sempre più di principali strumenti informatici a supporto delle loro scelte; l’interesse verso la Valle d’Aosta da parte dei turisti sembra comunque non diminuire, tuttavia solo gli operatori che analizzano il mercato e i propri dati, perseverando negli investimenti (strutturali e di promo commercializzazione) ottengono risultati. Le performances migliori sono in effetti quelle delle strutture ricettive che adottano ad esempio tecniche di tariffazione flessibile.