Dati sul turismo in Valle d’Aosta nel 2016

Dati sul turismo in Valle d'Aosta nel 2016

Dati 2016: numeri in crescita per un turismo valdostano che cambia i suoi connotati

Tra strategie vincenti e qualche flop,i dati lasciano spazio a molte riflessioni.

Con 3.462.115 presenze e 1.200.760 arrivi, i dati turistici registrati nella nostra regione evidenziano nel 2016 un netto miglioramento rispetto al passato, segnando le migliori presenze degli ultimi 10 anni. Non è però prudente fermarsi a queste prime considerazioni, proviamo ad approfondire quanto accaduto e come mutano le caratteristiche del sistema turismo valdostano e quelle dei turisti attuali.
Attualmente la media regionale delle provenienze si attesta sul 60,6% di turisti italiani; ci sono aree con un tasso di internazionalizzazione decisamente alto (es. comprensorio Monte Cervino con Breuil-Cervinia con un 72,8%) e località dove il flusso di ospiti stranieri è praticamente inesistente (es. La Magdeleine con 3,9%).

Dati turismo invernale Valle d'Aosta

Il grafico presenta l’andamento delle presenze dei principali mercati turistici della Valle d’Aosta (da soli questi 7 rappresentano oltre il 60% del totale) dove le linee continue sono le regioni italiane e le linee tratteggiate gli stati stranieri.

Notiamo come, seppure con peso elevato in termine assoluto, le regioni di prossimità italiane non hanno livelli di sviluppo alti come i mercati stranieri d’oltralpe.
Continuando ad analizzare i trend degli ultimi 5 anni relativi ad altri bacini di provenienza italiana,emerge che i turisti della provincia di Trento sono tra quelli con la maggiore crescita (+40,9%), per i paesi stranieri è invece la Svizzera a registrare il livello di crescita maggiore (+95%), in antitesi alla Russia che registra quello inferiore (-52%) sempre rispetto al 2012.
L’andamento mensile delle presenze continua ad essere molto elevato nei mesi estivi (soprattutto italiani), buona ripresa dell’inverno (periodo in cui gli stranieri hanno superano le presenze degli italiani).
Continua invece a calare, seppur con ritmi meno accentuati rispetto al passato, la permanenza media attestandosi a 2,88 notti, con gli stranieri che soggiornano in Valle d’Aosta leggermente di più (3,01 notti).

Le nazioni che superano in media le 5 notti trascorse nella nostra regione sono solamente Sud Africa, Russia e Svezia, mentre tra gli italiani solo i laziali superano le 4 notti medie di soggiorno.

A livello di località è Pila che trattiene maggiormente i propri ospiti (4,7 notti), mentre è a Bard dove ci si ferma mediamente meno (1,4 notti).
Per quanto riguarda l’offerta ricettiva, in Valle d’Aosta possiamo contare su 1.141 esercizi e 54.431 posti letto; negli anni c’è stata una continua variazione della proposta di ricettività che segue i cambi generazionali dei professionisti del settore e le esigenze dell’attuale turista. Sempre più micro ricettività a fronte di un ridimensionamento dell’offerta alberghiera (negli ultimi 3 lustri il bilancio è di 60 alberghi in meno e in totale -52% posti letto a fronte di +7% di esercizi ricettivi). Negli ultimi anni si sta riscontrando una frenata anche nell’apertura di alcune tipologie come ad esempio Agriturismi (anche B&B e Chambre d’hôtes seppur in aumento) a fronte di un sempre maggiore interesse verso i CAV.

 

I dati registrati dall’Assessorato al turismo individuano anche le “giornate letto”, ovvero i posti letto effettivamente disponibili in base ai giorni di apertura degli esercizi e quindi rapportando queste informazioni con le presenze registrate si possono ottenere i tassi di occupazione netti.

Emerge che in Valle d’Aosta le strutture ricettive hanno un’occupazione di circa il 30%, con località che registrano performances medie oltre il 56% (es. Jovençan) ed altre intorno al 7% (es. Saint-Oyen).
Tutti questi dati sono utilissimi per lanci commerciali di nuove strutture e soprattutto per migliorare l’attuale management, ma da soli non sono sufficienti. È necessario che ogni operatore continui a registrare i propri dati all’interno delle proprie aziende cercando altresì un confronto aperto con colleghi di fiducia,in modo tale da avere una visione precisa, costante e immediata.

Quali dati sono quindi utili per avere una lettura completa? Poiché i flussi non indagano l’aspetto economico, è necessario ottenere altri dati come ad esempio la tariffa media a cui si è venduto in un determinato giorno e su quale canale (es. intermediato oppure diretto), questo ci potrà aiutare a comprendere se nonostante l’aumento di ospiti anche la redditività sta aumentando o meno.

Sempre per valutare l’aspetto economico è fondamentale comprende quali struttura di costi abbiamo (a livello totale e magari in peso percentuale su fatturato o su singola presenza/camera).
La raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati necessitano però di un dispiego importante di tempo oltre che di una competenza base per trarne le conclusioni corrette. Sull’aspetto tempo oggi è possibile velocizzare queste procedure attraverso l’utilizzo di sistemi informatici che entrano in supporto dell’albergatore quali PMS (sistema gestionale alberghiero) e Channel manager.

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